Se siete su questo blog significa che in qualche modo amate i libri. E almeno una volta nella vita chi ama i libri pensa di mollare tutto, di mandare a quel paese il vecchio odiatissimo posto di lavoro, di ripartire da zero e aprirsi una bella libreria, magari una di quelle vicino alla spiaggia che stanno aperte sei mesi l'anno. Ma come funziona una libreria? Quanto si può guadagnare?
Il guadagno del libraio è dato dal margine. Il margine è dato dalla differenza tra il prezzo di vendita del libro (solitamente il prezzo di copertina) e il prezzo con cui la libreria ha acquistato lo stesso dal fornitore. Ah, allo sconto applicatogli, il libraio deve togliere circa un 2% di porto imballo.
Es: il fornitore mi fa uno sconto del 30%, porto imballo pari al 2%, prezzo di copertina di 10 €.
Il guadagno lordo (margine) su questo libro corrisponde al 28% (30% - 2%) di 10 €, ovvero 2,80€.
Non tutte le librerie hanno lo stesso margine:
- la GDO (o grande distribuzione, per intenderci i libri che trovate negli ipermercati) applica sconti altissimi al cliente anche su libri nuovi. E questo perchè può arrivare ad acquistare libri dal fornitore con sconti superiori al 50% del prezzo di copertina, ma anche perchè il libro viene visto non come un prodotto culturale, ma una merce di richiamo sulla quale non è fondamentale guadagnare: il cliente si va a far la spesa nell'ipermercato X perchè già che è lì si comprerà l'ultimo di Zafon al 30% di sconto... uno Zafon permette al negoziante di vendere 3 kg di pomodori, un lettore DVD, un paio di teglie, ecc...
- Le librerie di catena (es: feltrinelli, librerie.coop, Mondadori, ecc...) hanno una scontistica dal fornitore che si aggira attorno al 40% del prezzo di copertina.
- Le librerie indipendenti possono contare su una scontistica di circa il 30%.
- Poi ci sono le librerie specializzate su fuori catalogo, libri usati ecc... guadagnano di più in proporzione, ma provate a vendere quella roba lì!
Non pensate che se aprite una libreria il vostro guadagno netto corrisponda al margine! Sul libro dell'esempio precedente il vostro guadagno lordo era di 2,80 €, ma a questi 2,80 € dovete toglierne una parte (una grossa parte) per affitto, stipendi, tasse, ammortamenti, mutui, ecc...
Quanti libri ci sono dentro una libreria? Be', in realtà dipende dal tipo di libreria... però, per darvi un'idea, vi dico che nella libreria dove lavoro (libreria medio-grande) ci sono circa 35.000 titoli per 60.000 volumi totali. Una libreria che non ha almeno un 8-10.000 titoli farebbe bene a non aprire affatto.
I librai devono comperare per forza tutti i titoli che vogliono tenere in libreria? No. Diversi libri non sono in conto assoluto (comperati), ma in conto deposito (quando vendo un libro in c/deposito lo riordino in c/assoluto). E se mi accorgo che un libro non vende? Lo posso mettere in resa (che va comunque concordata con chi di dovere) e recuperare la spesa... ma questo andrebbe ad inficiare il mio indice di rotazione. A proposito...
Per capire bene il margine è necessario sapere anche le basi dell'indice di rotazione: faccio una media delle vendite e mi calcolo quante volte il mio "libro medio" viene venduto in un anno e a seconda di questo devo tener d'occhio i pagamenti. Se mediamente lo stesso titolo viene venduto 2 volte l'anno i miei pagamenti dovrebbero essere a 180 giorni o più, altrimenti non riuscirei ad avere liquidità per rimpiazzarli una volta venduti. Se il libro medio viene venduto 3 volte l'anno i pagamenti dovrebbero essere a 120 gg e così via. E perchè cambia il margine? Perchè se non ho liquidità devo chiedere un prestito e ci sono gli interessi.
Es: sconto da fornitore 30%, porto imballo 2%, interessi pari al 11% (ho potuto rifornire solo grazie al prestito della banca). Ecco che il mio margine scenderà vorticosamente: 30% - 2% - 11% = 17%. E se mi si presentasse nuovamente un problema di liquidità? Devi togliere gli interessi ulteriori dal già ridotto margine. E così via. Ecco come chiudono le librerie.
Se volete aprire una libreria fatelo, ma tenete presente che non è un "salotto", è un' impresa!
FORSE PUO' INTERESSARTI ANCHE:
e se invece volessi semplicemente lavorare in una libreria? come mai non trovo annunci in merito? nessuno cerca personale... possibile?
RispondiEliminaA Milano....
già, non si trovano annunci nemmeno su Cagliari!Nessuno cerca mai dipendenti in libreria?
RispondiEliminaBe', potete provare a tenere d'occhio le catene di librerie più grandi come Feltrinelli, Librerie.Coop, Mondadori... quando aprono un nuovo punto vendita... zacK!... si manda il curriculum. E' difficile, soprattutto se la ricerca è limitata ad una sola città, ma se uno insiste... be', io lavoro in una libreria. ;o)
RispondiEliminaIo ho provato a candidarmi per questi grossi nomi ma niente. A parte il fatto che secondo loro non puoi avere più di 30 anni e ho anche letto un articolo su come vengono trattati i dipendenti (ed è abbastanza sconfortante). Che poi non è che aprano chissà quanto spesso un nuovo punto vendita.
EliminaE neanch'io ho mai visto o saputo che in libreria cercassero personale.
No, dai, il pessimismo non aiuta di certo. Ora come ora è difficile trovare lavoro in generale, non solo in libreria. Ti consiglio di insistere e di non inviare il cv ai punti vendita ma alle sedi centrali (specificando la disponibilità a eventuali trasferimenti).
EliminaBuona fortuna.
Ciao a tutti, sono il titolare di 4 librerie della catena Mondadori. Il motivo per il quale è difficile entrare a lavorare in libreria è presto detto: è un lavoro molto specializzato. Io personalmente, dopo la fase iniziale di apertuta dei punti vendita, spendo all'incirca un anno e mezzo per formare il personale. E non vi parlo di formazione eccezionale ma "il minimo necessario" per poter lasciare un minimo di indipendenza ai commessi anche per quello che riguarda il corretto approccio con il cliente, la sistemazione dei libri a scaffale e tutte le procedure di controllo per la merce in ingresso e in uscita. Un bravo librario vale tanto e costa tanto all'azienda che lo deve addestrare. Quindi è ovvio che, una volta formato lo staff di un punto vendita, difficilmente si ricercano nuove persone.
EliminaBuona fortuna
Per lavorare in una libreria sarei disposta a fare tutta la formazione del mondo...è il mio sogno più grande...
EliminaSinceramente non trovo molto chiara la tua descrizione dell'economia di una libreria.Mi sembra piuttosto scoraggiante. Ho visto librerie con vari dipendenti, vivono d'aria? a te ti pagano mi auguro.A sentir te fanno la fame.
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaBe', non scopro certo io che le librerie non rientrano tra le attività che portano più facilmente al soldo... Tieni presente che, dati alla mano, solo il 42% degli italiani ha letto almeno un libro l'anno passato e solo il 6% di questi sono "lettori forti".
RispondiEliminaVedi, il mercato del libro è mooolto complesso: le librerie indipendenti, fatta eccezione per alcune fortunate realtà, non navigano certo nell'oro; le librerie più grandi spesso non puntano al guadagno immediato, ma ad una sorta di "pareggio" che, tuttavia, porti un'altro tipo di vantaggio: ad esempio le Feltrinelli potrebbero spingere un dato titolo (di feltrinelli editore?) proponendolo in pila... e se il titolo entra in classifica il libraio pinco pallino che fa? Ne prende una copia o lo mette in pila? Io credo che lo metta in pila...
Giunti Editore potrebbe proporre i suoi titoli in pila nelle sue librerie Giunti al Punto e aumentare le tirature inerenti i volumi per abbassare i costi di stampa?
Non voglio certo dire che sia impossibile vivere con una libreria, ma tenuto conto del costo d'impianto e delle probabilità di successo (sto parlando in generale) credo sia meno rischioso aprire un chiosco di granite sulla spiaggia. Ci arebbe da chiedersi come mai le mitiche librerie rizzoli non esistano più (e non erano piccole librerie).
Poi il cuore vuol dire la sua e non sempre ha torto: personalmente sarei più felice con 1000 euro al mese per dodici ore di lavoro in libreria che con trecento euro in più dentro una fabbrica... la qualità della vita non è data esclusivamente dal soldo, per fortuna.
Se uno una cosa se la sente deve provare, ma attenzione: una libreria prima è un sogno, ma poi è anche un'impresa commerciale. E pure una delle più difficili da gestire.
Ti consiglio un bel libro uscito quest'anno per la e/o, non è un manuale ma un romanzo: "La libreria del buon romanzo" di L.Cossè . Non ci sono termini tecnici e nemmeno statistiche, ma può essere stimolante sotto molti punti di vista.
Ciao ciao,
Kito.
Ps: sì, io vengo pagato (e ho pure la 14^), ma il mio stipendio arriva totalmente dai libri che vendo o in parte anche da altre realtà collegate alla stessa compagnia? Il mio lavoro porta unicamente soldi all'investitore o porta soprattutto prestigio allo stesso?
Tra parentesi, quelli di feltrinelli e di giunti erano solo esempi/riflessioni... non lavoro per i gruppi citati e non ne conosco le politiche, prendila come un "potrebbe darsi che".
moolto interessante. Vorrei aprire una libreia in un paese di circa 10.000 anime a 8 KM dalle città più vicine e dai loro ipermercati. Ovviamente essendo in toscana un ipermercato coop è molto più vicino però non credo sia molto fornito di libri. Trovo però difficile pensare ad un guadagno che possa pagare l'affitto sopratutto non credo di poter mantenere un 10.000 titoli. Già 2000 mi sembra un miraggio. Lo spazio previsto dovrebbe essere di un 50 mq circa... Non vorrei personale e punterei molto sul settore bambini che credo dia maggiori margini e sulla storia locale. Che ne pensi? Ti sembra un progetto interessante. Il negozio sarebbe su una strada principale del paese anche se con qualche limitazione di parcheggio. Inoltre sarei intenzionato a venderci anche mie creazioni artigianali nel periodo natalizio (presepi ... credi sia possibile) su cui dovrei avere margini piuttosto alti. Non sono un sognatore ed il richiamo alla questione impresa mi pare molto molto interessante ed utile. Se hai altre indicazioni al riguardo... grazie mille
RispondiEliminaquesto ti può servire!
Eliminahttp://www.centostorie.it/aprireunalibreriaperbambini.php
Ciao!
Laura
Be', 10.000 persone come utenza non sono il massimo, bisognerebbe poi vedere come sei messo con i paesi vicini (ci sono librerie? la libreria che andrai ad avviare può essere di riferimento anche per altre cittadine?). Mediamente una libreria (cito Oliviero Di Pino) richiede un'utenza di almeno 20000 potenziali clienti... ci sono, tutto sommato?
RispondiEliminaVendere cose tue potrebbe essere un problema, ti consiglio di informarti da qualcuno che ne sa più di me: non so fino a che punto l'attività commerciale sia compatibile con l'artigianato. Ciò non toglie la possibilità di vendere prodotti non-libro forniti da altre ditte, per esempio cartoleria piuttosto particolare (dove i margini sono decisamente più alti).
Fai bene i conti con la metratura: da noi ci sono (stipatissimi!!!) 36.000 titoli per 60.000 volumi totali... distribuiti su 380 metri quadri. Inoltre per una libreria è fondamentale avere un magazzino (i libri che aspettano di essere resi richiedono uno spazio e quelli che arrivano non possono essere caricati nello spazio di vendita, andrebbero a creare una confusione terribile).
Sono d'accordo con te nell'affermare che una piccola libreria deve specializzarsi. Ma attenzione, questo è vero in una grande città (dove il piccolo non può competere in ampiezza di catalogo - numero di settori, vedi storia, antropologia, narrativa ecc... - con feltrinelli e allora si rifugia nella profondità - quantità di titoli per settore specifico), meno dove la concorrenza scarseggia... se sei un punto di riferimento non puoi non avere Anna Karenina o il giovane holden).
Per far bene i conti ti do qualche dato di vendita su cui riflettere, tieni presente che in linea di massima i ricavi di una libreria sono divisi così: 35-40% narrativa, 20-25% saggistica, 15% ragazzi 5% arte e 5-10% tempo libero.
Sia come sia, non aprire una libreria con 2.000 titoli!!! 2000 titoli non sono niente (Mi arrivano più o meno ogni tre giorni come rifornimento). Ci sono anche i franchising! Non avrai un marchio tuo, ma almeno non ti sveni prima di aprire e hai qualcosa da esporre, pensaci su.
Ciao ciao.
Ciao.
RispondiEliminaIo sono una conferma della tua affermazione che un lettore appassionato "sogna" spesso di aprire una libreria. Abito in un a cittadina di 8.000 abitanti molto attiva culturalmente: vivono più di una decina di associazioni culturali. Il locale che ho individuato si trova proprio nel punto nevralgico di questo fermento culturale, anche se purtroppo in una zona non di passaggio ne commercialmente attiva! Il mio progetto è di aprire un piccolo (70 mq)ed accogliente caffè letterario che metta insieme insieme i guadagni di due attività (bar e libreria). Il locale è situato in pieno centro storico(una chicca della provincia, molto visitato da turisti stranieri)in una zona come ho già detto non di passaggio (chi viene deve essere un cliente affezionato o attratto dall'atmosfera che si respira), ha grande parcheggio (lungo l'antica via clodia tappa di visite turistiche) sulla strada che conduce al monumento più importante della città(una basilica romanica). Nelle immediate vicinanze ci sono:
1)la grande piazza del comune,(dove c'è già un bar, ma frequentato da tipi poco raccomandabili), dove d'estate si svolgono sagre e spettacoli,
2)un'Accademia di cuochi "La Boscolo Etoile" molto famosa e molto attiva,
3)il teatro comunale con la sua interessante stagione teatrale,
4)la biblioteca comunale (purtroppo per me ottimamente gestita)di cui però conosco benissimo il "deus ex macchina".
Avrei anche la possibilità di chiedere al comune di utilizzare il pratino antistante il teatro e il suo foyer, per organizzare eventi sia d'estate che d'inverno. Questa insomma la situazione da cui partono i miei voli di fantasia riguardo un'attività che non si limiterebbe alla vendita dei libri ma sarebbe incentrata per lo più sulle attività che svolgerà per attirare clienti.
LA MIA DOMANDA: STO SOLO SOGNANDO o tutto ciò potrebbe diventare davvero il mio lavoro?
Ciao.
RispondiEliminaHo una domanda, forse anche stupida.
Ma a quali fornitori di libri ci si deve rivolgere per rifornire una nuova attività?
Grazie
Carissimi,
RispondiEliminaprima di tutto grazie a "Culture sommerse" per aver aperto questo dibattito.
Sono un grande appassionato di libri, amo i libri, leggo un sacco di libri, organizzo presentazioni di libri da "sempre", e ho il difetto di essere anche un commercialista.
Premesso questo consiglio agli autori dei post precedenti, conti e passione alla mano, di non aprire mai una libreria.
Non ci sono i numeri.
Non basta la passione.
Ci vuole altro.
Ci sono in commercio degli ottimi libri che aiutano a capire se l'idea di aprire una libreria è un'impresa imprenditoriale fattibile.
Comunque se io amante dei libri e commercialista non ho aperto un libreria ci sarà un motivo :-).
Maurizio
www.guanxinet.it
Lavoro in libreria da tempo, ho avuto una libreria mia..un bagno di sangue!!
RispondiEliminamille euro scarsi a fronte di un lavoro difficilissimo, impegnativo e che ti ipoteca la vita.
La mia e' una grande passione e continuo con determinazione, ma vi prego, datemi retta non c'e' niente di romantico, solo debiti e debiti e debiti..non aprite una libreria se non volete fare la fame. ciaooo
@ Deborah: il fornitore dipende dal tipo di esercizio che vuoi avviare.
RispondiEliminaSe apri una Mondadori o una Ubik il fornitore è unico (appunto, Mondadori o UbiK). Se decidi per una cartoleria che tiene qualche libro in casa ti consiglio un grossista (fastbook, per citarne uno). Una libreria indipendente, invece, ha diversi fornitori. I più importanti sono RCS, Messaggerie, Mondadori e PDE. Puoi trovare info e contatti su internet.
Ciao,
Kito.
@ marrugheta: ogni situazione è a sè, ma se nessun libraio esperto si prende la briga di aprire in una città sotto i 20.000 abitanti un motivo c'è.
RispondiEliminaPuoi sicuramente dare fascino al bar con i libri... ma ti consiglio di impostare l'attività più sui caffè che sui romanzi.
Un abbraccissimo,
Kito.
Accidenti, leggere le risposte a questa discussione mi ha "gambizzato" le speranze. Sono un ragazzo di 26 anni, laurea molto vicina (finalmente!) e data la mia passione per i libri ho pensato (solo pensato) di aprire una libreria indipendente.
RispondiEliminaL'idea sarebbe quella di lavorare un po' per mettere da parte ancora qualcosa e partire con un budget di circa 50000 euro (a cui aggiungere ovviamente il necessario prestito iniziale).
Le possibilità in cui aprire sarebbero due, entrambe con 20000 e rotti abitanti più quelli di paesi molto vicini. Inoltre proprio le dimensioni di queste città, a quanto ho letto in giro, rendono difficile l'apertura di franchising (per esempio Giunti al Punto aprono in città di almeno 40000 abitanti se non erro).
Gli ostacoli di certo sono molti e non tenterei l'apertura di una nuova attività commerciale in un momento di difficoltà generale tanto importante quale quello che stiamo vivendo quasi tutti in questi anni.
Però, se è verò ciò che quì ho letto, si parla dell'apertura di una libreria come di una pazzia finanziaria... e la cosa mi spaventa, se ci aggiungo poi che proprio le città in cui vorrei aprire hanno già un discreto numero di librerie, con un paio (una per città) diciamo storiche, portate avanti da generazioni, anche con 3 o 4 punti vendita (praticamente dei "giganti").
Certo, non ci sono librerie specializzate come l'avrei in mente (punterei molto su letteratura italiana, tedesca, anglosassone e francese, con particolare riferimento ai grandi classici), ma in ogni caso dovrei comunque essere pronto a fornire anche i testi più in voga del momento.
Insomma, il progettino in linea di massima sarebbe pronto, ma il passo dalle idee ai fatti a volte è estremamente complesso... sconsigliate ancora in modo fermissimo di aprire una libreria?
Per me sarebbe un investimento che vale una casa. Uno scambio che non so ancora con sicurezza se possa essere distruttivo per il mio futuro... d'altro canto, se tutto dovesse andare per il meglio, sono sicuro che sarebbe fantastico.
1 - 20.000 abitanti e già una libreria... non è un bacino di utenza fantastico (a meno che non sia un polo universitario).
Elimina2 - ci sono librerie storiche portate avanti da generazioni... e ti scontreresti con persone che, dopo tutti questi anni, (si spera) hanno la forza di un mestiere. E tu parteresti disarmato.
3- punteresti sulla letteratura, d'accordo, ma letteratura è un settore che, ad eccezione delle librerie per ragazzi, hanno tutti. Magari hai anche una cultura pazzesca e puoi interfacciarti col cliente nel modo migliore... solo... i primi tre libri che ho venduto oggi: Manuale del cane, il maxilibro dell'orto e (finalmente) una questione privata di Fenoglio. Narrativa vale circa un 40%, non oltre, delle vendite.
Non sconsiglio di aprire un'attività che fa base ai libri, alcune delle librerie in cui lavoro sono molto redditizie (altre fanno una gran quantità d'acqua). Dipende. Dico solo che non è l'investimento più facile, costa molto, si ha un margine basso, è rischioso, non è romantico come si crede. Certo, è bello.
Piuttosto chiaro. In effetti, in questi giorni, ho avuto modo di spulciare un po' in giro per il web ed ho constatato come effettivamente date determinate condizioni (come le città che avevo preso in considerazione) aprire un'attività simile sarebbe veramente molto difficile.
EliminaSenza considerare il fatto che non potrei aprirvi un franchising (bacini d'utenza troppo ristretti), che a quanto ho letto in giro offrono dei servizi piuttosto comodi, ma soprattutto garantiscono un certo numero di titoli pagando poi solo ciò che verrà venduto (è un vantaggio non indifferente).
In ogni caso, il tempo fortunamente è dalla mia parte e con calma potrò ragionarci su per bene ed eventualmente vedere se tentare un'impresa simile o meno.
Ciao, la mia idea sarebbe di aprire una Liberia specializzata in libri per bambini. Locale sui 80-100mq - Centro del paese che ad oggi conta circa 15000 abitanti, oltre le piccole frazioni vicine, in cui ci sono tanti bambini (L'accesso agli asili e' per graduatorie) In realtà c'e una cartolibreria che ha un reparto libri per bambini ma la mia idea sarebbe di specializzarsi sul serio " sui bambini", ovviamente corredando la vendita con altre cosentine. PARERI, CONSIGLI ED ESPERIENZE PER FAVORE! HELP!!!!
RispondiEliminaIl locale, trattandosi di una libreria per ragazzi in un centro di 15.000 abitanti, potrebbe anche essere più piccolo... diciamo un 50 metri.
EliminaNel tuo caso c'è poco da dire: nelle stesse condizioni - più o meno - ho visto librerie campare decentemente e altre affondare nel peggiore dei modi. Dipende molto da te, da quanto ci sai fare. Il consiglio è
1- di capire qual'è il tuo potenziale prima di spendere soldini.
2- superare la fase 'romantica' del sogno scontrandoti con la realtà di uno dei MESTIERI più duri e complicati.
Come? prova a chiedere un tirocinio, possibilmente presso una grande libreria non troppo vicina al posto che hai scelto per il tuo esercizio.
Ciao,
Kito.
Si tratta di una cittadina ad alta vocazione turistica con 20.000 abitanti ca. ed una libreria storica in fase di dismissione e sede di una scuola di pittura che raccoglie pittori da diverse parti d'Italia che vi risiedono. L'idea era di soddisfare lo stesso target che frequenta le gallerie. La domanda è, considerati i margini risicati di una libreria, un edicola con vendita di libri attrarrebbe un pubblico di alto profilo?
RispondiEliminaNo, ma se non c'è concorrenza... Comunque, con 20.000 abitanti e senza mire di ricchezza, ci potrebbe fare un pensierino.
EliminaBuona sera
RispondiEliminastiamo per partecipare ad un bando per l'inserimento di disabili nel mondo del lavoro.
Il finanziamento sarà, se concesso, notevole.
La mia idea è quella di realizzare una libreria internazionale, con una buona quantità di titoli anche nelle lingue straniere più diffuse sul nostro territorio (inglese, americano,cinese, arabo, polacco, russo, albanese).
Inoltre credo che sarà possibile realizzare all'interno dei locali un bar letterario ed inoltre pensiamo ad altre operazioni di marketing.
Il paese nel quale si dovrà realizzare il progetto conta oltre 30.000 abitanti ed è sede di facoltà di Lettere e giurisprudenza.Vi sono poi molti paesi satellite intensamente popolati ecomplessivamente il bacino di utenza supera i 100.000 abitanti.
I locali avranno una superficie complessiva di oltre 1000 mq ed il numero dei dipendenti complessivamente impiegati dovrebbe aggirarsi con contratto part time a circa 12 unità.
Immagino circa 80.000 volumi
Chiedo alcune informazioni riguardo ai costi complessivi per avviare il progetto (arredo locali, sistema di video sorveglianza, software di gestione archivio titoli, sistemi di catalogazione e gestione magazzino.
Ringrazio per chi vorrà portare il suo contributo.
presidente@acffadir.org
Caro Carlo, da libraio faccio fatica a darti una risposta per ciò che riguarda i costi non strettamente legati ai libri (es.videosorveglianza, arredamento ecc...) anchè perchè variano da situazione a situazione. Un buon software gestionale è decalibro (che segue ogni aspetto della libreria), ti conviene sentire con loro.
Elimina1000 mq sono un'esagerazione. Ho lavorato in un paio di città con oltre 120.000 residenti e le librerie più grandi non arrivano a 350 mq. Una libreria di così grandi proporzioni ha bisogno di un bacino di utenza molto superiore. Senza entrare nel linguaggio dei librai e citare l'indice di rotazione... hai in giacenza 80.000 volumi, ne vendi in un anno 35.000 (e non sarebbe male), ma intanto devi pagare i 45.000 che non hai venduto e ti esponi finanziariamente. Questo è uno dei primi motivi che portano i librai a chiudere baracca.
Veniamo al personale. Per un breve periodo, come sostituzione, ho lavorato in una grande città, in una libreria su tre piani e di oltre 900 mq di esposizione... eravamo in 23 e facevamo una fatica pazzesca. 12 persone sarebbero poche, pochissime. Inoltre vedo che la tua idea sarebbe di inserire persone part-time. Va bene se il part-time sta in cassa a fare scontrini, ma per avere il polso della libreria uno ci deve stare a tempo pieno.
Quello che cerchi di fare è bello, va solo aggiustato in qualche punto.
In bocca al lupo.
Ciao nel mio paese di 10000 (con i paesi vicini si arriva a 20000) abitanti vendono un edicola a 10000 euro io volevo cercare di lasciare quotidiani e pochi giornali e inserire libri scolastici (per scuole elementari, medie), libri sacri (ad esempio i libri per il catechismo) e ordinare qualsiasi libro mi venga chiesto tenendo dei cataloghi. la libreria più vicina è a 20 km da me. cosa ne pensi ? quanto potrebbe essere la spesa oltre ai 10000 per acquistare l attività?
RispondiEliminaLavorando sul venduto la spesa è 0 €. Il cliente paga il libro nel momento del ritiro e tu dopo 3 mesi. Per il resto dipende dai libri che vuoi tenere disponibili in casa... considera che dovresti rivolgerti a un grossista (non a un distributore), per cui la scontistica a te riservata sarebbe di circa il 25% o giù di lì. Inoltre, di solito le edicole hanno in giacenza edizioni di libri fuori catalogo... che pagano il 25% del prezzo di copertina e vendono a metà prezzo all'utente finale. Non so se ho capito bene la tua idea... ma con 2000 euro, un edicola può vantare un reparto libri di tutto rispetto.
RispondiEliminaSolo una considerazione: il lettore di giornale è fedele, quello di libri molto meno. Il giornale lo si compra tutti i giorni, il libro no. Il giornale ti lascia più margine di guadagno. Perchè ridurre la quantità di quotidiani?
le edicole sono parecchie nei dintorni quindi volevo assicurarmi un guadagno in alcuni mesi dell anno portando libri che la gente compra ogni anno e nessuno offre qui in paese come scolastici, università, catechismo e altri libri e oggetti sacri che richiedono molto. xò su richiesta vorrei portare qualsiasi libro. secondo te è meglio tenerli a disposizione o ordinari solo su richiesta? se volessi aggiungere una copisteria cosa bisogna fare? nella mia provincia non esistono
RispondiEliminaPer la copisteria non ho la minima idea. Scolastici e universitari si ordinano su richiesta. Se vuoi tenere libri in giacenza assicurati che siano dei bestseller... Solitudine dei numeri primi, i libri di Volo, Dan Brown e questa robetta così. Se aspetti di vendere in un'edicola i libri di Ravasi stai fresco.
EliminaLasciate perdere, ho aperto una libreria di 1000 mq a Roma con altri soci e dopo un'anno e mezzo abbiamo chiuso. Andava bene ma la concorrenza sleale delle grandi catene (Fe) e l'assoluto menefreghismo ell'amministrazione pubblica locale (non si da il permesso di aprire a 100 mt di distanza un'attività uguale dopo in contemporanea chiudendo gli occhi su tutti gli abusi) non ti aiutano in nessun modo. La gente ci diceva sempre che eravamo meglio dei grandi (42000 titoli e molti piccoli editori) ma alla fine anche gli editori ci hanno tagliato le gambe (pur avendoci promesso ponti d'oro).
RispondiEliminaSalve, anche se i commenti che ho letto sono abbastanza scoraggianti, la mia idea era quella di aprire un'edicola-libreria in un paese di 3000 abitanti circa,con i paesi limitrofi arriverebbe a 4000. Ovviamente conterei di guadagnare anche con articoli di cancelleria ecc..che ne pensate, è un suicidio? ps. premetto che non avrei spese di affitto ecc.perchè il locale è il mio
RispondiEliminaCiao a tutti!
RispondiEliminaAnch'io sono della banda di chi vuole aprire una libreria!
Pazzo scatenato e quant'altro.... ma soprattutto con una certa età e ormai un po ne ho viste...ho fatto un sacco di lavori inutili sia professionalmente che umanamente ed ora ho deciso, non trovando abiti della mia taglia, di farmeli su misura; comporterà rishi e sacrifici, ma meglio sapere dove andare e non sapere come che sapere come senza sapere dove!
Nel frattenpo affilo le armi e se sarà sangue, che sia! Certo non sarà solo il mio!Avevo alcune domande:
1 Qual'è la massa critica minima in termini di numero di titoli?
2 la metratura minima?
3 Esistono finanziamenti specifici in parte anche a fondo perduto?
4 E' commercialmente parlando interessante vendere insieme libri, vinili, giradischi, materile per belle arti e bigiotteria etnica( avendo una libreria piuttosto specializzata)?
5 E offrire un sistema informatico in cui il cliente può andare a vedere dov'è il libro che da te non ha trovato? ( un sistema collegato con altre librerie e biblioteche....nel senso: si intercetta la domanda e quindi le librerie che aderiscono differenziano l'offerta!)
6 Come reagirebbe la clientela ad una libreria con le librerie vasculanti? ( mi spiego: dietro la classica fila di librerie e davanti, su delle rotaie, un'altra fila di librerie in rapporto 3 dietro-ferme/2 davanti che si muovono) ...tecnicamente è possibile e usato nelle biblioteche e nell'archivistica e permette anche un bell'effetto scenico....a qualcuno immagino potrebbe non piacere ..sei li che vedi i libri e ti devi spostare perchè un altro cliente deve vedere quello della libreria dietro.....VOI COSA NE DITE?
Devo scusarmi per il tono un po polemico: niente di personale, anzi è una discussione bellissima e ringrazio tutti e soprattutto Kyto per averla animata così professionalmente.........lancio un sasso, ma non so cosa pensare:
UN'AZIENDA DI TORINO NEL CAMPO DEI SERVIZI PER L'EDITORIA HA LANCIATO UNA NUOVA MACCHINA, GIA' PRESENTE NEGLI STATES CHE SI CHIAMA " EXPRESSO BOOK MACHINE" ; PENSO COSTI UN SACCO DI SOLDI , MA E' DAVVERO RIVOLUZIONARIA A QUANTO DICONO: E' COLLEGATA AD UNA PIATTAFORMA DI CONTENUTI A LIVELLO MONDIALE E QUINDI IN TUTTE LE LINGUE E PERMETTE DI STAMPARE UN LIBRO IN POCHI MINUTI; TRASFORMA FILE, EBOOK IN CARTACEO...POTREBBE ESSERE UN'IDEA PER UNA LIBRERIA? (PER CHI HA UN PO DI PALANCHE -COME DICIAMO DALLE MIE PARTI- CHIARAMENTE!)
Ciao a tutti mi chiamo Paolo aspirante libraio e curo il blog wwww.radionuvoleinpantaloni.blogspot.com
Caro Paolo, oggi non credo che riuscirò a toglierti tutte le curiosità... ho pochi minuti liberi e poi me ne vado in libreria. Diciamo che mi tocca risponderti a puntate.
Elimina1. Non c'è un volume minimo di titoli, anche se aprire senza un assortimento di almeno 6.000 - 7.000 opere (per le librerie di varia) è abbastanza azzardato, secondo me. Il che siglifica all'incirca 15.000 libri.
2. Anche qui, non c'è un limite massimo o minimo. Tieni presente che un esposizione ideale vuole più o meno 100-120 libri per metro quadro.
3. Non so, ma non credo. Forse finanziamenti per imprenditoria femminile o imprenditoria giovanile. Qui servirebbe il commercialista.
A presto,
Kito.
Eccomi ancora qua per finire ciò che ho cominciato.
Elimina4. Quasi tutte le librerie ormai aggiungono altri prodotti al libro, magari prodotti che lasciano un maggiore margine al dettagliante. Ma la cosa dev'essere compatibile con lo spazio a disposizione, con il tipo di libreria e con i soldini a disposizione.
5. mmm... sei sicuro che gli altri abbiano la stessa etica? Di solito si usa dire: "Non ce l'ho, ma lo possiamo ordinare. In pochi giorni avrà il suo libro". Commercialmente è molto più efficace.
6. Mi dispiace, ma no. Il posizionamento dei libri è importantissimo. Un libro in pila vende molto, uno di faccia a scaffale vende abbastanza, uno di costa a scaffale vende poco... uno seppellito dietro alla tasca cosa vende? L'occhio del cliente è il miglior alleato del libraio, e i libri si devono vedere.
7. Qui, Paolo, questa macchina apre un mondo. Che non conosco. Bisognerebbe vedere come funziona coi diritti d'autore e similia. Non credo che Garzanti lasci stampare al primo arrivato i suoi libri (di cui ha pagato i diritti, la traduzione, la correzione ecc...). E detto tra noi, sperando che i miei colleghi non capitino da 'ste parti, credo che la via che i librai dovrebbero imboccare è più vicina all'eBook che non a un nuovo modo di stampare libri.
In bocca al lupo! Un sorriso, Kito.
Salve, vedendo tutti i post sono un scoraggiato ma la mia idea la voglio buttare. Ovviamente non c'è nulla di innovativo, ma stavo pensando di aprire una libreria per ragazzi e volevo consigli.
RispondiEliminaDove aprirla non lo so, volevo vedere in giro, principalmente centro italia, una località con almeno 80-100 mila abitanti dove non ci sia già una Lib. x ragazzi.
Mi hanno consigliato oltre che vendere libri di fare tante attività correlate con bambini e scuole.
Ma mi domando? quanti ci vuole per aprire una libreria che abbia, come ho letto, almeno un buon numero di volumi?
L'arredamento? si Ok dipende, ma più o meno quanto si può spendere per fare una cosa decente e che piaccia?
Sicuramente una libreria specializzata richiede un investimento minore rispetto a una libreria di varia. A occhio e croce (con tutti i dipende del caso) te la puoi cavare 30-35.000 € per i libri (al netto). Avresti in questo modo un buon assortimento.
EliminaFaccio fatica a darti un costo per arredamenti ecc... , ma azzardo, per un negozio di 50-60 mq, una spesa attorno ai 15.000 € per cassa, pc, scaffalature e gestionale. Poi se devi rifare i pavimenti... è un altro paio di maniche ;o)
Kito
Io ho avuto una libreria per 15 anni e ve lo dico con la morte nel cuore perchè è il lavoro più bello del mondo , oggi aprire una libreria equivale a suicidarsi. Puoi avere il bar il caffè letterario o quello che ti pare ma non solo non ci guadagni ma perdi anche i soldi che magari hai da parte perchè mangiare devi mangiare. Solo nel 2012 hanno chiuso in Emilia 23 piccole librerie di paese. Il sogno è bellissimo ma è per l'appunto un sogno
RispondiEliminasalve,
RispondiEliminaio vorrei aprire una libreria nella mia città che è molto importante culturalmente tanto da avere diversi siti a livello nazionale e non solo nel turismo internazionale.
di recente un gemellaggio con musei a parigi,per dire a che livello siamo.
ci sono circa 100 mila abitanti,più le due città adiacenti di riferimento nella provincia con altri 200 mila in totale.
stiamo almeno a 300 mila come bacino utenza.
sapete perchè da tempo ho questa idea ?
per il semplice fatto che 300 mila persone per acquistare testi universitari devono fare 60-70 km andando nell'altro capoluogo.
NON C'E' NESSUNO IN TRE CITTA' IMPORTANTI NEL TERRITORIO CHE SI INTERESSI DI UNIVERSITA',SI RIFIUTANO ANCHE DI ORDINARE.
ricordo ancora il periodo universitario,è stato veramente tragico per me e per tantissimi altri.
prendere il treno,sprecare due ore e soldi per visionare o acquistare un testo che invece di regola dovrebbe essere nella tua città.
E' UNA VERGOGNA ASSOLUTA.
tra l'altro la mia città ha già delle sedi distaccate di università (professioni sanitarie),tra la mia e la città adiacente c'è un'università privata molto importante (economia,giurisprudenza).
quindi è ancora più assurdo.
secondo me se i ragazze leggessero un qualcosa tipo "testi universitari" si catapulterebbero all'interno.
ho lavorato duro ed ora ho la cifra necessaria secondo me,ho visionato anche un luogo che potrebbe andare (è enorme comunque,a più piani,c'era una banca prima).
solo che non saprei a chi chiedere lumi per un'infarinatura di base,non conosco nessuno che possa indirizzarmi ed in famiglia non sanno aiutarmi.
ho giusto mio zio che era ragioniere,può dirmi qualcosa a livello di contabilità e pratiche.
mi servirebbe qualcuno che opera però nel settore.
grazie a chiunque voglia darmi una dritta
ah una precisazione:
RispondiEliminaio vorrei una mia libreria senza sponsorizzare o affiliarmi ad altri.
io devo gestire tutto,non fare il burattino a distanza di altri che mangiano grazie a me.
ho mio cugino che è esperto di siti web e può farmene uno di ottimo livello.
io penso che si debba puntare anche al mondo online,non solo "piccolo è bello".
inoltre nella mia libreria certi filoni non dovranno esistere.
cotto e mangiato,libri di colorado,le rivelazioni di corona,moccia,come conquistare il tuo uomo e via così.
neanche su ordinazione.
se lo possono scordare,io non mi abbasso a certi livelli per qualche banconota in più anche perchè ho già un'entrata sufficiente a vivere discretamente.
io voglio una libreria di livello medio-alto,non nazional-popolare.
io punto al 6% di lettori accaniti come me,io leggo oltre un centinaio di libri impegnativi all'anno.
ovviamente quel 42% di lettori più o meno saltuari fa più gola,con vari distiguo per l'appunto.
inoltre io da quando ho sviluppato una capacità critica alle medie odio con tutto me stesso le catene industriali/commerciali o la bassa qualità,infatti boicotto entrambi sistematicamente.
io penso che si possa ancora guadagnare nel 21simo secolo grazie alla qualità e alla professionalità.
dov'è la professionalità delle catene ?
soci mettono il danaro senza per forza conoscere quel campo,arrivano i disperati che mandano curricula ovunque e ne scelgono alcuni,una guardia giurata all'ingresso,paghi l'affitto e via a far soldi.
questa è qualità ?
ma quando mai,trovi di meglio online e solo l'ignoranza tecnologica degli italiani porta il guadagno di queste catene perchè guardano sotto casa per comodità (nella loro ignoranza non sanno sia il contrario,molto più comodo avere un mondo a disposizione che una scelta limitata e non c'è neanche il proprietario con cui discutere.no tutti impiegatuncoli e cassieri,qualche responsabile che non può prendere impegni dato che ci sono altri sopra di lui).
a parte poi tutto il marcio che c'è dietro con pressioni politiche e concorrenza sleali,pensiamo alle coop che altrimenti sarebbero fallite da una vita.
no,non è questo il mio sogno.
la mia idea è una libreria che sia un ritrovo culturale per universitari o lettori istruiti,dove trovi persone con cultura enciclopedica che sanno consigliarti e suggerirti in maniera opportuna.
non come gli ipocriti commercianti "sì non si preoccupi,va benissimo".
imbarazzante anche da commentare,falsi come giuda.
oppure al cinema "guardi,io non l'ho mai visto ma mi hanno detto sia bellissimo".
ah ma davvero ?
io chiedo a te,tu mi riporti recensioni altrui.
e cosa ci stai a fare in un luogo culturale?
voi vi fidereste di un nonno che ha vissuto la guerra o di uno che la racconta per sentito dire?
il mio principio è il seguente
"non vendere agli altri ciò che non acquisteresti tu convinto"
quello dei più guardandomi intorno è invece:
"vendere e fatturare,come e perchè sono secondari"
attenzione,non sono un'idealista venuto da marte.
già vivo da diverso tempo facendo impresa così.
non solo questione di etica ma di coerenza con i principi in cui si crede.
io sono stato cliente di librerie e so cosa si provi a trovare bifolchi incapaci di collegamenti tra discipline e studiosi.
che fanno questi ?
il loro bel pc collegato,ti dicono se sia presente o ordinabile in base ai loro fornitori.
quattro chiacchiere sugli autori più conosciuti.
non sanno far altro.
sono di una mediocrità allibente.
fossi io il proprietario verrebbero licenziati in tronco,anzi neanche assunti.
ad esempio nella mia libreria trovando una persona che legge la quarta di copertina di machiavelli,beh ci vuole poco a collegare montesquieu ed altri pensatori storici dello stato moderno indicandone la posizione nello scaffale.
poi compra/non compra ?
vediamo,intanto tu fai capire di essere davanti ad una persona imparziale e di cultura che non ti prende in giro per piazzarti porcate che dovrebbe mettere in resa invece.
Wow, per approfondire questa discussione servirebbero tre vite. Cercherò di darti una mano, ma c'è davvero troppo arrosto sul fuoco per trattare tutto in modo esaustivo.
Elimina1- una libreria universitaria può essere un'idea. Il pro è che non ci sarebbe concorrenza, da che ho capito. I contro però non mancano: il margine è molto ridotto 15-25%; i tempi di pagamento sono più corti; i volumi universitari occupano uno spazio enorme e un magazzino grande costa; Maggiore costo per il personale o disservizio al cliente (quando gli studenti arrivano con la loro brava lista di libri da ordinare ti portano via 20 minuti e si crea coda... poi aggiungi altri 20 minuti per ordinare i libri che in precedenza hai cercato e scoperto essere disponibili e 10 minuti per richiamare il tizio della lista e dirgli che il titolo X non è più in commercio); Rese in più da fare (e le 24 ore sono già occupate dai compiti che normalmente devi svolgere); devi stringere accordi con 1000 fornitori diversi con relative 1000 beghe in più (e, credimi, per quanto tu possa correre, il tempo non basta).
Vedi, non tutto il mondo è fatto di pigri e mediocri... probabilmente se i librai della tua zona non ordinano scolastica è perchè avranno fatto i loro bei conticini. (PS: le librerie di varia NON POSSONO ordinare libri universitari, non è che semplicemente NON GLI VA... si tratta di categorie diverse, con fornitori diversi... un po' come chiedere al macellaio un barattolo di marmellata: sempre alimentari è, però...).
2. Libreria indipendente significa margine più basso e costi più alti di avviamento, ma la libertà ha il suo prezzo. Il montemerci della libreria dove lavoro si aggira sui 500.000 euro e più o meno aggiungerei altri 150.000 euro tra attrezzature, arredamento e softwer. Fosse un franchising spenderesti circa 100.000 euro totali e pagheresti i libri solo quando e se venduti anzichè a 90 gg dalla consegna. Comunque niente da dire, la scelta e tua e in qualche modo ci avrai pensato su.
3. Sito web. Anche qui nulla in contrario, l'unico consiglio è quello di vedere se ti rimane tempo da dedicare. Mai cominciare, spendersi per una cosa che non sai se puoi portare avanti (io non ci riuscirei, col tempo che mi rimane).
continua sotto altro commento
Elimina4. Riguardo a "i filoni che non devono esistere": qusto è un errore che costa SEMPRE caro. NON APRIRE UNA LIBRERIA CON QUESTA IDEA. Professionalità significa servizio al cliente e rispondere al tizio che vuole acquistare l'ultimo di Volo "non glielo ordino, non tratto questo genere di libri" equivale a dargli del bifolco. E il bifolco non tornerà mai più nel tuo negozio.
Ma andiamo avanti. E' possibile che un forte lettore oltre alla Storia dell'arte di Gombrich voglia acquistare per sua mamma il ricettario della Clerici. Da te non c'è. Credi che visiti due librerie o che vada direttamente dal tuo concorrente che tiene tutti e due i volumi? Secondo me la seconda.
E ancora: la lettura è un percorso, si comincia dal basso per scalare le vette letterarie solo quando si hanno i mezzi culturali per farlo. Ti faccio un esempio: qualche anno fa si presentò in libreria un ragazzo che acquistò un Fabio Volo. Tornò dopo un po' per cercare qualcosa "tipo" fabio Volo giacchè di quello vero aveva già letto tutto. Gli consigliai allora Nick Hornby, e ne fu entusiasta. Gli feci leggere john fante, lo apprezzò al punto da informarsi e acquistare un libro che aveva scoperto su un testo di critica essere uno tra i preferiti di fante: Fame di Hamsun.
Quindi, ricapitolando, passò dalla cosa più commerciale del mondo al... CATALOGO ADELPHI! I forti lettori vanno prima creati e poi acquisiti, non snobbati.
Infine la cosa più importante: l'indice di rotazione. Non campi vendendo Platone, anzi riesci a tenere Platone proprio perchè vendi un sacco di libri di Cotto e Mangiato che ti danno (meglio, ti dovrebbero dare) liquidità sufficiente per pagare a 90 gg l'apologia di socrate che magari non venderai prima di 150 gg dall'arrivo. E' complicato, lo so. Cerco di spiegarmi: Paghi cotto e mangiato a 90 gg, ma lo vendi a 60 gg dall'arrivo e ottieni liquidità anticipata rispetto a quando lo dovrai pagare. Platone invece lo paghi a 90 gg ma lo vendi dopo 120gg. Come fai a pagare il libro di Platone a 90 gg se te ne rimangono 30 prima di venderlo e incassare liquidità? (120 gg - 90 gg). Utilizzerai la liquidità disponibile derivata dalla vendita di cotto e mangiato. No Parodi? No party e no Platone.
5- Le catene di librerie. Non è che una libreria di catena è scadente punto e basta, mentre una libreria indipendente è bellissima. Dipende chi ci lavora dentro e quanta passione mette nel suo lavoro. Ho visto librerie belle e librerie brutte, di catena o indipendenti.
6- mediocrità dei librai. Non dico sia impossibile che un libraio sia un nano mentale, ma è molto difficile. Sta in mezzo ai libri tutto il giorno tutti i giorni, e qualcosa ne sa per forza. Ma questa è una pecezione diffusa tra i lettori che non sono stati dall'altra parte del banco. Per quanto si sforzi, un libraio potrà leggere un centinaio di libri l'anno (chi pensa che un libraio abbia tempo di leggere durante le ore di lavoro, non ha davvero capito un'acca) e dare giusto un'occhiata alla copertina degli altri 49.900 volumi che arrivano in libreria ogni anno. Chiaro che con 100 letture approfondite, spalmate su tutto il catalogo, un libraio non potrà mai competere con uno studioso di etologia parlando di libri di etologia. Il 99% dei clienti pensa che il libraio abbia letto tutti i volumi presenti nell'esercizio ed evita di fare due conti e arrivare alla conclusione (per altro molto semplice) che servirebbero circa 350-400 anni per sfogliare tutti i titoli presenti in negozio (senza contare le centinaia di libri nuovi che escono ogni giorno). Ma il mestiere degli altri è sempre più bello e più facile, no?
Per fugare qualche dubbio in più ti consiglio di leggere "Aprire una libreria" di Galla, Ed. Bibliografica.
Spero di essereti stato di aiuto.
Un sorriso e un in bocca al lupo ;o)
grazie della risposta innanzitutto.
RispondiEliminaattenzione,io non snobbo queste persone in maniera spocchiosa ma semplicemente credo che la libreria sia un luogo culturale e quindi ci dovrebbe essere ciò che è cultura.
allora non andare in libreria quando trovi pure in edicola certe iniziative.
poi che uno parta da moccia a finisca a saramago non ci credo neanche con un video,ma questa è una mia convinzione quasi da postulato.
inoltre io non ho parlato dei librai,ma di chi lavoro sotto di loro.
io critico i dipendenti,non metto in dubbio che a monte ci possa essere un responsabile con una cultura enciclopedica peccato che non si veda nelle catene.
non è però quello che si trova da feltrinelli ad esempio.
non nella mia feltrinelli perchè io dovunque vado ho l'abitudine di andare nelle librerie e quindi conosco molte feltrinelli.
io mi trovo davanti una persona che nella sua postazione mi dice "c'è/non c'è.se vuole posso ordinarlo/lo trova nello scaffale x"
per esempio settimana scorsa ho detto "l'ultimo di krugman",mi ha indicato il luogo subito.
se avessi detto "senta,non ricordo il titolo del libro del prof.gozzini,parla della televisione nel corso della repubblica italiana" sta tranquillo che avrebbe dovuto digitare.
non per guardare il catalogo,bensì per capire di cosa stessi parlando.
dovrebbe essere il contrario,perchè il lavoro dovrebbe spingerti a conoscere meglio di chi è solo appassionato.
come se io conoscessi il calcio meglio di fabio capello,una contraddizione.
non è una questione di librerie eh,sono proprio le catene.
per questo io non le sopporto.
puoi anche avere un buon prezzo ma se l'assistenza pre-vendita è scadente allora che senso ha ?
la gente deve essere esperta di suo per non cadere in acquisti sbagliati,si sa che vuoi per tempo vuoi per predisposizione i più non ricade in quel profilo.
a me non piace prendere in giro la gente.
ah poi non ho capito il fatto di non poter ordinare.
RispondiEliminaperchè non possono scusa ?
i libri universitari sono anche libri comuni,ad esempio quello di krugman che ho preso settimana scorsa è nel programma di scienze politiche di quest'anno.
tuttavia lo comprano migliaia di persone non iscritte all'università.
ultimissima nota,scusa per i post spezzettati ma son impegnato.
RispondiEliminaperchè dici che non si campa con la cultura ?
se ho i testi universitari e si presentano tanti studenti della città perchè non dovrei vendere platone a raffica ?
basta che un professore mettesse "la repubblica" nel programma,sai quanti ne venderei in pochi giorni.
pure a me è successo così ai tempi dell'università.
nella città universitaria quando entravo nella libreria subito "ah anche lei cerca questo,oggi va di moda" perchè ne vendevano a decine e decine come fossero cocktail il sabato sera.
non sono d'accordo su questo punto.
io le uniche controindicazioni che vedo sono due:
1)i ragazzi che prendono testi usati o li fotocopiano
1)il fatto che l'online in questi anni è più diffuso,prima non era così.
pensa a webster ad esempio,senza il web non sarebbe niente.
anche se comunque la volontà di aprire luoghi fisici c'è sempre.
hai visto il passo di ibs in questi mesi ?
secondo me è un segnale importante,come per le agenzie di scommesse,per dire che ci sia ancora lo zoccolo duro che vuole sfogliare e consultare la libreria in città.
Sono sicuro che non useresti un tono spocchioso o saccente nel dire che non tieni fabio volo, ma dall'altra parte, fidati, le cose non stanno così. Il cliente vede superficialità (per non dire di peggio)anche dove non c'è. Sia come sia il risultato non cambia: tizio non ha trovato il suo libro e quindi sei sfornito (non capisce neppure che hai fatto una scelta di titoli). L'altro giorno una signora si è inviperita perchè non conoscevo il libro che desiderava tanto... solo che era un blog (poco visitato, per giunta) non un libro. Pensa se vedesse il libro che vuole in tutte le altre vetrine e tu... Questo per darti l'idea. E sono tutt'altro che casi sporadici.
RispondiElimina-
Veniamo al perchè non tutte le librerie possono ordinare scolastica: perchè devono aprire un conto con altri fornitori, quindi devono garantire un minimo d'ordine (non spediscono un pacco con dentro un libro da 7€ o comunque non sarebbe la norma) e non sempre riesci a mettere assieme una spedizione decente in tempi di consegna decenti, non posso far aspettare un cliente 3 mesi per avere un libro di studio che gli serve subito e, similmente, non posso sostenere 15€ di spese di spedizione per incassarne magari 12. Inoltre la quasi totalità dei fornitori chiede che tu tenga in giacenza un certo quantitativo di volumi disponibili alla vendita immediata (e dove cavolo potrei metterli? mi domando).
A volte i testi adottati dalle università coincidono con i libri di varia (libri comuni, per intenderci), in questo caso tutte le librerie possono ordinare. Se non ti hanno ordinato Krugman (distribuzione Messaggerie) hanno commesso un errore.
-
continua sotto altro commento
Dire che di cultura non si campa è certamente relativo, ogni realtà è a se e siamo d'accordo. Ma, per riportarti il mio esempio, pur lavorando in una libreria di centro storico e con un certo tipo di cliente medio, i libri "alti" risultano essere un 8-10% delle vendite. E abbiamo l'assortimento più vasto non so se della regione, ma di sicuro della provincia.
RispondiEliminaE mettendo assieme tutte le vendite di questo tipo non credo che faremmo pari con l'affitto. Forse neppure con le sole bollette. Diciamo che il libraio ha già molti limiti di guadagno, non vedo perchè aggiungerne altri quando puoi tenere sia un libro che l'altro. Se etica ci deve essere, essa non deve essere espressa nel cancellare un libro che vende dal catalogo, semmai nel consigliare un titolo piuttosto che un altro e lasciando il cliente libero di scegliere.
-
Competenza dei librai. Un discorso che richiederebbe di sedersi per una lunga chiacchierata davanti una birra. E' davvero complesso da spiegare e lo si capisce solo lavorando dentro una libreria, e non pretendo che tu mi creda sulla parola. Il fatto è che in commercio ci sono oltre 360.000 titoli, solo venerdì me ne saranno arrivati un centinaio del tutto nuovi. Anche il miglior libraio non può ricordarseli tutti, anzi, sarebbe già un fenomeno se si ricordasse un terzo dei titoli e dove si trovano (sapere di cosa parlano tutti quanti sarebbe un'utopia lontana dal vero quanto paperino è lontano dall'assomigliare a una mazza chiodata). E detto tra noi, ma se mi chiedi di cosa parla l'ultimo di Danielle Steel cadrei dalle nuvole (a meno che non sia stato recensito da uno dei maggiori quotidiani - che mi sono letto a casa nel mio "tempo libero", non in libreria) perchè non me ne importa affatto di sapere chi ama chi e se tizio poi ha sposato Pincopallina. Mi chiedi un noir e mi trovi ben preparato... Ognuno sa, compatibilmente con la propria sfera di interesse.
D'accordo, il libraio deve essere un po' scienziato, ma giusto un po', perchè per il 90% del tempo deve calarsi nella pratica (diventando simile a un facchino), mettere in ordine, servire il cliente, pulire gli scaffali, caricare i 30 colli che arrivano, incazzarsi con il corriere, sistemare le vetrine in modo coerente, chiamare gli editori, togliere titoli che non vanno dallo scaffale, prenotare novità, rispedire i titoli richiamati, controllare i fuori catalogo, fare rese, trasportare colli, concordare rese e rifornimenti, concordare l'adesione o meno alle campagne promozionali, rispondere a 50 mail, inviare gli ordini, controllare le prenotazioni, spiegare alla cliente rincoglionita che non puoi farle avere un blog, collocare i nuovi arrivi, controllare bolle e fatture, organizzare la presentazione del venerdì, contattare i mezzi di stampa, informarsi sul perchè il pacco x non è ancora arrivato, sistemare di nuovo perchè il reparto bambini sembra essere esploso, ecc...
Se non facesse tutto questo, magari per informarsi su cosa dice il tot libro o magari per ciarlare dei massimi sistemi con un cliente sapientone (come facevano i librai di vecchia generazione, del tutto simili ad autoritari santoni della letteratura), be', o la libreria chiude in pochi mesi (come è toccato in sorte ai santoni di cui sopra) o i colleghi riserveranno al libraio in questione un trattamento del tutto simile a quello che ha avuto il povero San Sebastiano. In sostanza, puoi essere Maradona (o fabio capello) ma se non corri stai a sedere.
-
Internet? Spero solo che i librai tradizionali si diano una svegliata.
Un salutissimo,
Kito.
PS: fabio capello è un genio del calcio e conosce tutte le caratteristiche del settore... solo che un cliente gli ha appena domandato un libro a proposito del tennis-tavolo.
;o) caro mio, non è così facile destreggiarsi in così tanti settori (e sottosettori)!
Kito sì ma vedi io distinguo sempre il luogo culturale dal resto.
RispondiEliminaquando vado a giocare il biglietto da eurobet non pretendo che la ragazza dietro il bancone sappia certe cose tecniche.
non le vado a chiedere l'aggio dell'agenzia,la lavagna del quotista etc.
non è tenuta a saperlo.
lavorare in una libreria,in un teatro,in un cinema,in una galleria d'arte è diverso.
non ci prendiamo in giro.
ho preso l'ultimo libro in inglese di un grandissimo,tony judt.
spero tu lo conosca.
allora non è possibile che io debba fare lo spelling quando lo chiedo.
queste cose ti fanno cascare le braccia.
uno degli intellettuali angloamericani più influenti nel dibattito accademico e pubblico.
non esiste.
a me queste cose fanno proprio innervosire e mi convincono sempre più ad aprire una mia libreria per differenziarmi.
comunque ho ordinato il libro che mi hai consigliato,insieme ad un altro che parla del futuro dei libri con l'avvento dell'e-book.
ti dirò che sono ancora affezionato alla carta io,anzi nutro pure dei dubbi sulla conservazione digitale del materiale perchè ad oggi si è visto come manoscritti secolari son rimasti in buono stato mentre i supporti fisici tecnologici dovranno essere testati a lungo termine.
Ho capito che per quanto mi sforzi non riuscirò a farti mai cambiare idea, d'altra parte - e per fortuna- siamo in democrazia ;o). Ma ci tengo a ribadire un concetto fondamentale: la libreria è in buona parte un luogo culturale, certo, ma SOPRATTUTTO è un'impresa con tanto di partita iva. Judt so bene chi è (letture e sapere personale), ma non pretendo da un libraio che conosca tutti i suoi testi, l'importante è che sappia dove trovare i libri. Perchè? Perchè uno che legge questo genere di opere ha già tutte le informazioni, non ha bisogno di suggerimenti. Anzi, nel 99% dei casi entra in libreria e si precipita egli stesso allo scaffale giusto (roba da lettori forti, che passano tempo in libreria e la conoscono bene). Quello che va consigliato è il cliente che non sa cosa vuol leggere. "ho letto Faletti". "Bene, se le è piaciuto potrebbe provare qualcosa di Deaver". L'assistenza viene richiesta principalmente nei settori da lettori occasionali, come la nonna che vuol regalare "qualcosa" alla nipotina di 3 anni e non sa neppure che forma abbia un libro.
EliminaLa presa in giro, se c'è, non è nel libraio che ti chiede lo spelling dell'autore (trovo che sia anzi una lodevole forma di umiltà, atta a trovarti il libro nel minor tempo possibile), ma in quei santoni che parlano del libro CHE NON HANNO LETTO (fingendo di esserselo gustato fino all'ultima pagina), ma del quale hanno scorto unicamente e frettolosamente una recensione (SE, tra l'altro). Quello COMMERCIALE, quello che vuole vendere a tutti i costi, bada bene, è il santone non il libraio che ti chiede come si scrive judt. E lo dico perchè conosco bene l'articolo. Ogni nuovo libraio comincia così (e spesso il vizio si mantiene nel tempo). Una volta entrò un tizio che chiese un libro di un'autore arabo dal nome impronunciabile. Il mio collega partì a razzo e scomparì tra gli scaffali(come a dire "Sì, diavolo, lo conosco come conosco mia zia). Io rimasi agghiacciato da tanto sapere, roba da non credere, per uno che faceva questo mestiere da tre mesi. Poi lo scopririi nascosto in magazzino che trafficava con google in cerca di informazioni utili alla ricerca, con poco successo per giunta. Morale della favola: ci mise una vita a capire di che autore si stesse parlando, e una volta risolto l'enigma il cliente se ne era già andato piuttosto scocciato. Se il mio collega avesse domandato "ma di cosa parla il libro?" o "Mi aiuta? come si scrive l'autore?" probabilmente avrebbe reso un servizio migliore. Anzi, il cliente si sente importante quando ne sa palesemente più del libraio.
Vogliamo fare cultura senza rimetterci gli occhi? E allora diamo vita a un circolo culturale, a un salotto letterario, al club "Amici della zoologia"... no?
Va bo', poi fammi sapere cosa ne pensi del testo di Galla.
Un sorriso,
Kito.
Salve! Scusi la banalità della domanda, ma vorrei sapere - orientativamente - quale spesa iniziale (con relative voci nello specifico) si dorebbe sostenere? Ho la possibilità di un locale di circa 80 mq ad un pò di liquidità a disposizione. Inserirei anche un angolo ristoro ma di margine. A fronte delle sue risposte m'è sorto solo un grosso dilemma: il bacino d'utenza del mio paese! E' un aspetto che non sto curando molto e forse dovrei in quanto troppo importante!
RispondiEliminaBuongiorno Andri, ho appena scoperto il mio primo capello bianco, per cui, per favore, evita di darmi del lei. Che mi fa sentire vecchio. 80 mq significano, più o meno, 8000 libri in giacenza (il minimo sindacale per una libreria di varia). Mediamente, poi dipende dai settori che vuoi favorire, un libro a te costa sui 13 €. Il conto è presto fatto: 104.000 € . Se hai forza contrattuale, è possibile tu riesca ad avere in deposito diversi volumi... quindi, per i libri, terrei a mente una spesa che si aggira sugli 80.000 €. Alla quale si aggiungono i costi per arredamento, pc e software (ma questi variano molto in base a cosa vuoi fare tu, a quale layout vuoi dare al tuo negozio). Per la partita iva puoi considerare, se guadagni niente (altrimenti la spesa si alza) 500-600 € al mese. Poi ci devi mettere affitto e bollette.
EliminaIl bacino di utenza in sintesi: saresti la libreria di riferimento per almeno 20.000-30.000 abitanti (non lettori, abitanti)della zona? Se sì, bene. Più è alto questo numero e più hai possibilità di guadagnare. Se no, ti sconsiglio di aprire.
Ciao ciao,
Kito.
capelli bianchi a parte .. che capisco benissimo... sei fantastico nelle risposte sempre gentile, cortese, molto preciso e dettagliato in poche righe.. e cogli sempre il segno oltre a consentire di guardare le cose anche da un'altra prospettiva che prima non vedevamo.. Grazie mi sta aiutando molto leggere le tue risposte.. (sebbene sia tra le pazze più pazze voglio aprire una libreria in un paese tursitico di 4850 abitanti che arriverebbe a 8500 con comunelli gravitanti e forse 10000 per amore..)GRAZIE KITO ... DADA
EliminaWow, quanto disfattismo personalmente portiamo avanti (io e mia moglie) una Cartolibreria dal 1999 e posso dire che anche se non sono diventato un collega di Bill Gates, posso dire di portare avanti una vita dignitosa.
RispondiEliminaPer chi vuole aprirsi una libreria consiglierei di affiancare qualcos'altro che sia cancelleria, belle arti, ecc. ecc. i sogni sono belli ma la realtà è un'altra cosa, personalmente non mi reputo un grande lettore viaggio su una media di un libro ogni mese e mezzo, e forse non sono un grande conoscitore di Judth (spero di averlo scritto bene) ma mi reputo una persona molto umile e quando un cliente mi chiede di un libro di un'autore che non conosco non ho paura di chiedere lo spelling. Penso infatti che il cliente vada ascoltato qualsiasi sia il libro che abbia intenzione di acquistare....
In ultimo vi dico credeteci e lavorate sodo che i risultati si ottengono
Vero, la cartoleria/cancelleria è un'ottimo prodotto da affiancare al libro. A patto che sia un certo tipo di prodotto. Quaderni particolari, penne di qualità e robina ben fatta non intaccherebbero la "serietà" del negozio, anzi garantirebbero margini ben superiori a quelli apportati dal libro. Si tratta dell'oggetto acquistato "di impulso", che fa aumentare il valore dello scontrino medio. E ancora, è utile riflettere sul fatto che la vendita di una penna a 3 € mi garantisce un ricavo non molto inferiore a quello che mi dà un tascabile.
RispondiEliminaPer il resto, non si tratta di disfattismo, bensì di aver chiaro in mente che è giusto sognare, ma poi la realtà si mostra in quello che è: cultura, d'accordo, ma impresa soprattutto. In una libreria che funziona c'è da correre più che far filosofia ;o).
Grazie per la tua utile testimonianza.
Kito.
Anthony:
RispondiEliminaCaro kito, ho letto tutta la lunga conversazione con aspiranti librai e, a questo punto, mi aggiungo anche io.
Dopo lunghe "indagini sul campo" a Roma dove vivo, ho capito che aprirsi una libreria che venda solo libri è al momento un impresa (l'anno scorso hanno chiuso 75 librerie in tutta la città!). Molti mi hanno parlato della possibilità di sfruttare il 20% del locale per somministrazione, e quindi aprire un caffè letterario. L'idea non è nuova ma credo che in questo modo la libreria possa acquisire maggiormente la caratteristica di "centro di aggregazione sociale" tanto utile alle vendite e non solo.
Non riesco tuttavia a trovare riferimenti legislativi al riguardo.
Hai qualche consiglio? sai dove posso trovarli?
Infine la butto lì- secondo te, sarebbe possibile creare una libreria che venda anche ebook? Non parlo dei lettori ma di pacchetti di ebook, selezionati da me per argomenti o temi. Non so è un'idea stramba ma mi chiedevo come poter conciliare l'idea di libreria che tutti abbiamo con le innovazioni tecnologiche che si stanno presentando anno dopo anno.
Grazie per la pazienza e complimenti per le notizie chiare ed esaustive che finora hai dato a tutti nio.
Be', nelle librerie in cui ho lavorato non c'erano spazi "caffè" (eccetto in una in cui ho prestato servizio solo poche settimane), per cui non posso esserti davvero d'aiuto. Quello che mi viene in mente è un buon commercialista... che probabilmente tirerà in ballo libretti sanitari e così via.
RispondiEliminaGli ebook invece sono già entrati nelle librerie, mondadori e feltrinelli dispongono già di lettori e di titoli da vendere. Ti conviene fare un giro su ultima books, so che offrono la possibilità di aprire negozi di e-books. Il ricarico è basso (10%) ma non hai spese (solo il tuo sito internet se non sai come realizzarlo).
Ciao ciao,
Kito.
CIao Kito!Complimenti per il blog, interessantissimo, e per la pazienza che hai nel rispondere a tutti noi aspiranti librai.
RispondiEliminaEccomi ad esporti (in breve) il mio sogno e i miei dubbi:
Abito in una città di 40000 abitanti, vi è una sola libreria che avrà più o meno 5000 titoli.
Ho a disposizione un locale di 130 mq e vorrei utilizzarlo per farvi una libreria.
1)Che ne pensi come base di partenza?Condividi il mio forte ottimismo?
2)potrei raddoppiare la metratura (e il numero di libri a disposizione) perché il magazzino di fianco di altri 120 mq si fitta a un prezzo ragionevole:potendolo fare, cosa mi consigli?
3)Quante persone dovrei impiegare nella libreria?
4)Io non ho mai fatto il libraio, ritieni sia un grosso azzardo?
5)Vorrei vendere anche cd e dvd. Che ne pensi?
6)Mi consiglieresti di affiliarmi a Feltrinelli?Pensi sia fattibile?Hai delle indicazioni da darmi da questo punto di vista?
7)Quali pensi siano i ricavi di una libreria in questa situazione, supponendo una buona gestione?
8)consigli?
9) se avessi piacere a contattarti per una consulenza anche al di là del blog come potrei fare?
Grazie in anticipo!
Alexandros
1) CAUTO ottimismo. Nel senso che, tutto sommato, a livello puramente numerico, una libreria ci potrebbe anche stare. Poi bisogna vedere nel concreto dove si trova il negozio (spero non in una periferia desolata) e che tipo di lettori potrebbero comporre il bacino dei potenziali acquirenti.
Elimina2) Dipende dalla concorrenza e dai soldi che hai a disposizione. Se nel giro di 30 chilometri non ci sono altre valide librerie, potrebbe risultare una spesa superflua. Attenzione al POTREBBE, perchè ogni situazione merita di essere ragionata a sè. Mettiamo che l'affitto in più sia di 2000 € al mese: i libri che hai in più ( e magari il miglior layout) ti consentono di incassare 6000€ in più? Se stimi che sia possibile allora potresti rientrare nelle spese.
Ah, ricorda: serve magazzino.
3) due persone ben motivate e disposte ad orari massacranti potrebbero essere il numero giusto (per negozio 130 mq). Altrimenti tre persone che portano avanti un lavoro più o meno normale (ma che, con tutta probailità- ti farebbero mettere un bel - davanti a qualche voce di bilancio). In 300 mq noi lavoriamo in 4, per darti un'idea.
4) So solo che se all'inizio non ci fossero stati librai più esperti di me a rimediare ai miei errori... me la sarei vista brutta. Dopo tutto è un mestiere. Che ne pensi di quella parolaccia che fa: TIROCINIO NON RETRIBUITO? Almeno qualche mese direi che farebbe bene.
CONTINUA
5) 130 mq non so, già non è che ci sia uno spazio enorme per i libri. Buona idea per 250 mq. Ma dal momento che i fornitori vogliono essere pagati... che effetto ti fa se dico 10.000 € in più per i dvd? Da noi funzionano, ma abbiamo un montemerci di 15.000 €, più o meno. I cd... mi stride un po', ma magari sbaglio, dal momento che non ne abbiamo e ne so poco per forza di cose. Lacia perderde quelle cose "di tutto un po' " che non portano a niente. O hai un buon reparto dvd oppure non tenerne affatto.
Elimina6) il franchising costa meno (paghi un ingresso che va all'incirca dai 50.000 ai 100,000€) ed è più sicuro dal momento che poi ti verrebbero fatturati solo i libri che vendi. Di contro, devi venire a patti coi fornitori (vuoi fare una libreria seria? E magari loro ti mandano 100 copie di, che so, "Pippi calze lunghe contro spiderman" che tu devi esporre in bella vista) e il tuo punto vendita deve avere determinate caratteristiche per essere accettato: posizione, metratura, bacino d'utenza e così via. I più validi sono mondadori, gulliver (sempre mondadori) e ubik. Fai un giretto su internet per saperne di più.
7) Qui si rischia di dare i numeri al lotto, azzardando un ricavo. Meglio che li dia mondadori al posto mio: secondo Monda le loro librerie fatturano 2000 euro l'anno per metro quadro. Ma è un dipende grande come una casa (o come una libreria) a parer mio.
8) Buona posizione, esperienza con tirocinio, apertura a Ottobre (l'anno lo decidi tu).
9) marcotoccacieli(chiocciolina)hotmail.it (rispondo, ma spesso passa un po'di tempo prima che torni al pc).
Ciao ciao,
Kito
Scusa l'ortografia, accidenti. ;o)
Eliminabuongiorno, mi interessa quali sono costi per avviare una libreria online, come funzionano e-book, ci vuole magazzino dove tenere libri oppure si possono diretamenete ordinare dal distributore quando qualcuno ci ordina dei libri...
RispondiEliminaBe', dipende. Di norma si ha un magazzino, ma se abiti a 200 metri da un grossista potresti anche non averne bisogno. Il fatto è questo: se devi ordinare un libro dal fornitore e poi spedirlo a tua volta al cliente, i tempi di consegna si attesterebbero attorno ai 10 gg. Libreriauniversitaria.it spedisce in molto meno tempo. Perchè il cliente dovrebbe acquistare da te? E aspettare di più? Ovviamente la spesa di montemerci dipende da quanto vuoi che il tuo magazzino sia fornito.
EliminaE-book: ti puoi affiliare a ultimabooks che ti lascia un (piccolo) margine attorno al 10%. Ti conviene fare un giretto sul loro sito. A parte il sito di e-commerce e i costi di attività (partita iva, commercialista ecc...) non avresti spese.
Sia ultimabooks (per ebook) che fastbook (per i libri cartacei) offrono un servizio di file shearing -o come si scrive- con il quale potrai aggiornare la tua libreria on-line.
Ciao ciao,
Kito.
Ciao a tutti, la mia idea sarebbe quella di aprire una libreria esclusivamente online (come partenza) e dedicarmi ad un settore specifico (viaggio e turismo, con un'attenzione particolare alla montagna) a 360° In pratica letteratura, saggistica, manuali, mappe escursionistiche... Gli investimenti e le spese dovrebbero essere più contenuti rispetto alla libreria "fisica". Fattibile?
RispondiEliminaGrazie per i consigli e le considerazioni e buoni libri
a tutti!
Marco
Fattibile è fattibile. Gli investimenti anche qui dipendono dalla necessità o meno di avere un magazzino (non serve se sei vicino a un grossista). Comunque, per l'idea che hai tu, a livello di montemerci (se non hai quindi la possibilità di lavorare sul venduto e ottenere i libri dal grossista nel giro di mezza giornata) starei sui 20.000-30.000 €. Ti lancio due spunti:
Elimina1- collaborare con un negozio specializzato in sport di montagna che, per una percentuale, ti dia la possibilità di vendere on-line attrezzi, accessori e il vestiario.
2- spendere qualcosina per un buon sito che parli di montagna, dove c'è del tuo. L'intento dovrebbe essere quello di informare/consigliare (prima) e fidelizzare (poi). Non un semplice e-commerce, ma una guida che EFFETTIVAMENTE porti il cliente all'acquisto mirato per lui.
Ciauz!
Anch'io come Marco qui sopra pensavo ad una libreria on line specifica per bambini e ragazzi. Fattibile? Con che investimento?
RispondiEliminaGrazie!
Francesca
Ciao Francesca, come sopra per ciò che riguarda la necessità di avere un magazzino. Se ne avessi bisogno... be', le librerie in cui ho lavorato avevano montemerci specifici bambini e ragazzi che andavano dai 30 ai 50.000 €. Onestamente (posso anche sbagliarmi, dal momento che è un settore che seguo poco) l'idea dell'on-line non mi sembra azzeccatissima. Vedi, questo è il settore più umano, il settore dove il 90% dei clienti non ne capisce mezza ed è costretta a chiedere al libraio. Questo libro è adatto a mia nipote che ha 9 anni? Ma se le dico che è una forte lettrice? Mi consiglia una storia in cui ci sia un lupo? E' fissato coi lupi. Però gli piacciono anche i draghi, basta che non sputino fuoco dalle narici. Vorrei un libro con le illustrazioni, a colori, mi raccomando, e scritto in corsivo...
EliminaPoi, se Marco mi dice montagna ci stà, voglio dire, è un settore mooolto specifico in cui la gente si informa, come ci si informa per una passione. L'acquisto di un libro per ragazzi, invece, avviene perloppiù d'impulso: il bambino vede e mamma compra (ovviamente prima chiede rassicurazioni fino a che vede il libraio stramazzare al suolo). Un appassionato di montagna va su internet per cercare informazioni sul determinato sentiero, o sulla determinata attrezzatura... un bambino no (forse una mamma tecnologica, ma non può devastare il libraio e questo non la rende felice fino in fondo). ;o)
Meglio, in questo caso e a mio parere, una libreria fisica.
Tu dici? Non so, pare che chi spende maggiormente in rete siano proprio le mamme, in perenne ricerca di ciò che e' meglio per i figli (abbondano forum, blog, ecc...). Magari creando un blog affilato in cui si consigliano libri, creando un rapporto di fiducia con le persone? una libreria fisica nella mia situazione la vedo dura, sia perl'investimento maggiore da fare che per l'abbondante numero di librerie già presenti nella mia città.
EliminaProbabilmente il mio rimarrà per sempre un sogno...
Grazie per la tua risposta
Francesca
Buongiorno Kito,
RispondiEliminagrazie innanzitutto per questo prezioso servizio che stai offrendo tramite questo blog a favore di chi come me vorrebbero o stanno per buttarsi in questa affascinante attività. Nel mio caso specifico vivendo in una città di 55.000 abitanti e con la presenza di 3 librerie già impiantate da vari anni,avrei pensato ad una libreria improntata solo sul genere olistico/benessere interiore integrando l'attività con vendita di oggetti e articoli vari quali cd,dvd,incenseria,candele,rune ecc e con l'inserimento di un associazione culturale che riprenda i temi precedenti, fornendo anche consulti e servizi a tema.In sostanza vorrei creare un ambiente dove il lettore volendo può anche venire solo per ascoltare musica,leggersi un libro gratuitamente magari bevendo mate o una tisana, o periodicamente partecipare ad eventi/seminari organizzati all'interno della libreria stessa (che non ho detto sarebbe di circa 60 mq) L'unico mio dubbio nonostante abbia ben chiaro il progetto e come improntarlo riguarda l'impegno economico che dovrei sostenere inizialmente per la fornitura dei testi non conoscendo nè la scontistica nè la tipologia relativa ai resi e approvvigionamenti, dati che nessuna casa editrice potrebbe fornirmi prima ancora di avere aperto l'attività.
Tu cosa puoi consigliarmi in merito?
Grazie per tutto.
Gianfranco
Gianfranco, scusa la franchezza, ma ti sconsiglio vivamente di tuffarti in questo progetto. Seppure interessante culturalmente la tua idea non è, a mio avviso (sottolineo a mio avviso), del tutto compatibile con la parola impresa. Il settore a cui fai riferimento è uno di quelli con l'indice di rotazione più basso, il margine concesso dai fornitori potrebbe arrivare al 28% (più realistico considerare un 25%).
EliminaNelle varie librerie in cui ho lavorato il montemerci di settore andava dai 5 ai 10.000 € e, forse anche per colpa di noi librai (perchè no?), escluso per il natale, non ho mai visto vendite superiori ai 2000 € lordi mensili. Ricavo, a fronte del margine, insufficiente.
Una libreria del genere potrebbe vivere in una città ben più popolosa.
Potresti pensare a un'associazione culturale, quello sì.
Grazie Kito, per le dritte e le idee. E per il blog!
RispondiEliminaSono ancora Marco della lib. online per turismo e viaggi.
In effetti stavo già pensando ad una sito "misto", nel senso che io da pochi mesi sono guida ambientale escursionistica e vorrei provare a fare anche dell'accompagnamento in montagna ma... così come tu dici che di cultura non si campa io ti posso rispondere che anche di natura è difficile campare :) e bisogna ingegnarsi. L'online lascerebbe forse in fase iniziale qualche ora per fare anche altro..
Comunque nel primo post non ti ho specificato che io sto lavorando da alcuni mesi in una libreria di catena, ma ahimè il contratto volge al termine (sto sostituendo una neo mamma che tornerà a breve...) Però un po' di dinamiche le ho viste e capisco quello che intendi dire nelle tue puntualizzazioni!
Ad ogni modo ci sto pensando seriamente all'idea imprenditoriale per capire se può stare in piedi.
Quindi...per ciò che riguarda la parte prettamente libraria dell'idea, per tradurre un volume di merci di 20000-30000 € come mi dicevi, in numero di volumi dovrei prima di tutto calcolarmi un prezzo medio/libro.
Dimmi se sbaglio: narrativa, a parte le nuove uscite, rimane su una battuta medio bassa (8-10€); mappe 7-8€ l'una; saggistica 16-18€; manuali e guide circa 20€.
Bene, quello che io non so è come si può dividere mediamente la torta del venduto tra questi articoli, perchè poi è su quello che dovrei organizzare tutto il magazzino. Non è che posso riempirmi di cartine se ne vendo 3 in una settimana...
Una volta tradotto il contante in un numero di volumi devo tradurre questo in n. di titoli (un coefficiente? o quale criterio utilizzare?) e questo mi serve per capire se è necessario affittare un locale o può andare bene in fase iniziale la mansarda di casa mia ( credo che una volta organizzata dovrebbe ospitare bene 2000-2500 libri e postazione di lavoro, quindi si potrebbe evitare la spesa di un affitto...). Questa cosa lo so fa molto Steve Jobs dei poveri, ma in effetti è proprio di questo che parliamo... di poveri!
Continua in un altro post..
Proseguo da sopra, per raggiunto limite di caratteri.
RispondiEliminaAltro capitolo: profondità di catalogo e prezzi.
Mi son chiare due cose: primo, online trovi qualunque cosa e, secondo, io stesso mi trovo in libreria a far la guerra con il sito della mia azienda che spesso in rete mi vende lo stesso libro al 15% in meno ed il cliente alla cassa mi chiede anche perchè?
Come competere dunque con un amazon o un feltrinelli.it? Vorrei sapere cosa ne pensi tu, perchè io la vedo che l'unico modo può essere quello di dare del valore aggiunto al tutto e avere profondità nel catalogo, perchè già i margini sono modesti, se poi ti metti a competere con i big su prezzi, offerte e tempi di consegna, credo ci lasci le penne! Però essendo un settore specifico mi sembrerebbe buona cosa instaurare convenzioni con il Club alpino, piuttosto che associati wwf, slow food o turismo responsabile. Qual'è secondo te una scontistica fissa per queste categorie di clienti, che possa essere affrontabile (5%?)
Altra cosa: rapporto con i corrieri, questo sconosciuto. Ogni considerazione sarà preziosa!
Per ultimo vorrei puntualizzare che io in libreria ci sto lavorando ed in effetti il piacere di entrarci, in una libreria è altra cosa rispetto all'asetticità del monitor..
Io stesso, come molti clienti, so già che uscirò di lì con un libro, comunque vada, perchè ogni volta ne vale la pena.
Però facendo due conti la vedo veramente dura aprire una libreria nella piazzetta sotto casa, (così come nella grande città): io vivo in una città di 100.000 abitanti e noi abbiamo 5 librerie (di cui 4 di catena). Siamo molti ed lavoriamo tutti pochino ma una catena se vuole tiene aperto il pdv per mantenere la posizione sul mercato e intanto guadagna a Milano, Roma o in rete...e finisce che a chiudere è l'unica libreria storica rimasta...
Quindi la libreria online mi sembra un compromesso accettabile tra rischi economici, fattibilità del tutto, sostentamento (!!!) e rimanere nel mondo librario.
Tutto ovviamente potrebbe funzionare, a parole (e sulla carta, dopo aver fatto bene i conti!). Nella realtà...
Grazie ancora, per la pazienza e la disponibilità!
:)
La tua libreria (dove lavori ora) è una libreria di varia e, suppongo, di dimensoni medio-grandi. Quindi i valori che trovi sui report non coinciderebbero neanche lontanamente con quelli dell'esercizio che hai in testa. La giacenza di guide turistiche nel negozio feltrinelli sarà ben superiore a quella dei libri sulla montagna o di narrativa di viaggio. Non così, credo (bisognerebbe provare), per la libreria on line specializzata, dove più o meno i sottosettori si equivalgono. Se voglio la guida della corsica perchè sono un turista occasionale entro nella prima libreria o, se non ho fretta, clicco su ibs. Non vado di certo su un piccolo sito specializzato. Se invece voglio informarmi sulla storia di pinco pallino che ha scalato l'everest sui pollici... Magari feltrinelli.it mette due righe striminzite, tu, attraverso un post ben fatto, potresti stimolare l'interesse (e l'acquisto). Anzi, dovrebbe essere proprio lì la tua forza: essere grande dove i grandi sono piccoli.
RispondiEliminaDetto ciò, un sito di turismo non farebbe una gran figura se è sfornito della lonely planet di londra. Devi avere l'uno e l'altro. E scontate, le guide che hanno tutti, se vuoi competere. Perchè? Perchè ci sono libri che non vendono (o che non introducono un profitto enorme), ma che servono a vendere il resto del catalogo.
Continua...
Inoltre molti libri specifici e molte mappe di sentieri sono stampate da piccoli editori (quando non da associazioni) che fanno fatica a trovare visibilità in libreria e che, a mio avviso, sarebbero ben lieti di fornirti il materiale in deposito (che paghi se venduto alla data stabilita per il "richiamo").
RispondiEliminaInizialmente credo che sia sufficiente la mansarda (si può fare? Non lo so).
Convenzioni direi 10 se non 15%. Che convenzione è se spendo meno da amazon?
Suddivisione del montemerci: devi mettere in preventivo che si sbaglia, ma poi devi essere bravo ad aggiustare il tiro nei riordini. Non c'è una formula esatta per fare un impianto iniziale, ogni libreria (se non è stard come quelle di catena) avrà una clientela differente. Ovviamente serve buon senso... quel buon senso che dice "non prendere 10 cartine 'Alto e Medio Metauro' e una sola della 'Val pusteria' ". Comunque, a occhio e croce, suddividerei a metà la spesa tra le Guide e il resto.
Spese di spedizione: per un libro o due direi di utilizzare il piego di libri e addebitare circa 1 € al cliente (costo per te circa 1,70€) e per acquisti maggiori il corriere SDA che credo sia uno dei più economici (senza far pagare spese).
L'online ha meno rischi, ma di certo un margine più basso: si lavora sulla quantità.
Buona fortuna! ;o)
Grazie per la cortesia della risposta, e anche per il suo contenuto....la tua pazienza è davvero qualcosa di bello.
RispondiEliminaTI tengo aggiornato sugli sviluppi...grazie ancora!
Alexandros
Salve Kito, ho letto gran parte di questi post e ho notato che la tua conoscenza riguardo alle librerie è davvero "enciclopedica" (tanto per rimanere in argomento)
RispondiEliminaPurtroppo ho notato che questo sogno, oltre ad essere un'utopia di molta gente (non pensavo di vedere cosi tanti interessati)è anche veramente dispendioso e poco remunerativo.
Ovviamente anche io faccio parte della categoria di accaniti lettori (30-40 titoli l'anno) che almeno una volta nella vita ha sognato di mollare un lavoro da dipendente poco apprezzato e mal pagato per andare ad aprire l' "isola felice" ovvero la libreria dei miei sogni (per non parlare dell'idea di diventare uno scrittore, che frulla nella testa di chiunque, ognuno di noi è convinto che basti l'idea vincente, poi davanti a un foglio bianco ha già il famoso "blocco dello scrittore :P ).
Vivo in un paesino di 10000 abitanti con un bacino di utenza al max di altri 20000 da varie frazioni e luoghi vicini. In questo paesino ci sono già 2 librerie che vendono anche articoli di cartoleria.
Già questo dovrebbe scoraggiarmi credo.
La mia disponibilità economica non supera i 15mila, ho una domanda, esistono agevolazioni o contributi regionali per le nuove imprese?
La partita iva l'ho sempre vista come una spada di damocle che pendeva in agguato al mio primo passo falso, ma mi sembra di capire che se non si hanno entrate non è un grosso costo.
Ci sarebbe l'affitto del locale, l'arredamento (anche se di recupero in caso).
Già scrivendo vedo che senza un sostanzioso finanziamento l'impresa è vana.
Hai qualche consiglio oltre che a lasciar perdere? Magari uno di quei franchising con Mondadori ecc. o la vendita di ebook di cui ho letto sopra?
Mi rimetto alla tua esperienza e ti ringrazio anticipatamente anche solo per aver letto tutta questa "spappardella" senza capo ne coda.
Buongiorno Yan, onestamente l'utenza non mi sembra gran cosa... e chi concede il franchising richiede un certo numero di potenziali utenti, senza contare che servono almeno 120-150 metri quadri. Il consiglio è uno: non guardare solo sotto casa!
EliminaAh, dimenticavo... A volte la regione mette a disposizione un fondo per imprenditoria giovanile e/o femminile. Prova a dare un'occhiata sul sito per vedere se c'è qualche bando che fa per te. Comunque di solito non si va oltre i 15.000 €
EliminaSalve Kito,
RispondiEliminami chiamo Luca e, insieme ad altri tre amici, vorrei aprire una libreria in franchising (pensavamo a Feltrinelli dato che è assente nell'arco di almeno 150 km) nel centro della città di Bolzano. Ovviamente volevamo sfruttare anche la questione del bilinguismo e offrire volumi anche in tedesco (non solo narrativa). Poi ci sarebbe l'università trilingue che non ha una vera e propria libreria di riferimento. Il tutto su una superficie di circa 200 mq. Il franchising è una buona idea, secondo te? Non è che loro esigono un incasso annuale garantito e che poi ci troviamo solamente a pagare una montagna di debiti per questo motivo?
Attendo consigli. Grazie in anticipo.
No, Luca, i tipi del franchising non vogliono un incasso annuale garantito (anche se lo sperano, magari ;O) ), però valutano situazione per situazione... non fanno aprire chiunque e ovunque. Richiedono, per esempio, una metratura non inferiore a 120-150 mq, una posizione di forte transito e un investimento inziale (50-100.000 € circa)... poi il negoziante, mese per mese, si vede fatturare ciò che ha venduto (questo è l'incentivo maggiore). Potresti trovare però difficoltà nel reperimento dei libri in lingua: non so come funzioni il contratto e se ci sia una buona disponibilità.
EliminaFeltrinelli, a meno che non sia cambiato qualcosa di recente, è una catena, non un franchising.
Buona giornata.
Salve Kito, e salve a tutte le persone che in 2 anni continuano a rendere vivo questo argomento.
RispondiEliminaScrivo per chiedere un parere su un progetto che sto prendendo in considerazione: rilevare una libreria indipendente storica (circa 20 anni) di un paese del sud Italia sul mare che conta 55.000 abitanti.
La libreria ha sempre organizzato anche eventi culturali ed è proprio su quello che vorrei puntare, oltre alla vendita di libri (circa 19.000 l'anno) e di altri prodotti (dischi, gadget, cartoleria).
Inoltre è già provvista di piccolo angolo caffetteria che non è mai stato sfruttato adeguatamente. Ha tanto spazio per poter organizzare anche esibizioni live, presentazioni, etc.
Vorrei avere un parere se ne vale la pena da un punto di vista economico. Attraverso un calcolo approssimativo le spese mensili solo della libreria in media sarebbero di 8000 euro. Si riuscirebbe a ricavarne il giusto per sopportare le spese e ricavarne anche qualcosa per vivere?
Grazie mille e buon anno a tutti.
Alessandro
Dovrei avere più dati per rispondere adeguatamente ( n° scontrini, scontrino medio, assortimento ... insomma, dovrei dare un'occhiata alla libreria e all'ubicazione), per cui faccio un calcolo puramente statistico.
EliminaMediamente un libro viene venduto a 13 euro (ma qui, appunto è statistica pura, e se ad esempio si parlasse di una libreria con un forte accento nel settore arte le cose sarebbero diverse).
19.000 x 13 = 247.000 € (incasso annuale)
arrotondiamo a 250.000
250.000 x 30% (margine medio lbrerie indipendenti) = 75.000 € (margine lordo)
8000 x 12= 96.000 € (spese annuali)
guadagno - spese = 21.000 € di perdita all'anno.
Se sei veramente interessato dovresti chiedere il fatturato reale, come detto quello fatto è un calcolo statistico.
Grazie a te, alessandro.
Ciao Kito! Ti avviso, prima ancora che tu vada avanti con la lettura, che 1. vorrei aprire una libreria 2. ho un bisogno di un tuo consiglio. 3. sarò un po' prolissa!!
RispondiEliminaHo trovato questo "forum" mentre cercavo in rete notizie riguardo appunto l'apertura di una libreria: che si deve dare, i reali guadagni, i rischi, i sogni e/o disillusioni.
Sono tornata nella mia città natia dopo 5 anni trascorsi nella capitale e dopo innumerevoli co.co.pro e altrettanti vani tentativi di trovare un lavoro dignitoso che riconoscesse i miei studi universitari (ovviamente umanistici). Sono tornata con l'idea di cercare dei finanziamenti pubblici che potessero sostenermi (né io né la mia famiglia possediamo un capitale per iniziare qualsiasi tipo di attività); sono tornata perché non ho più vent'anni e non posso più aspettare che un lavoro mi piombi dall'alto, o che qualcuno si ricordi di leggere il mio curriculum; sono tornata seguendo il fantomatico motto del "se non ora quando?", in modo che poi tra cento anni non debba avere rimpianti.
Ma veniamo alla cose concrete: la Regione in cui vivo ha da poco pubblicato un bando che prevede interventi a favore delle piccole imprese commerciali che operano o che vogliono operare nei centri storici dando contributi pari al 70% a fondo perduto dell'investimento previsto. Io ho avuto quindi la brillantissima idea di aprire una libreria nella città vecchia, che sia anche sala da tè o affini. L'iniziativa quindi sarà più appetibile agli occhi della commissione che la vaglierà se possiederà la maggior parte di questi requisiti:
- intervento realizzato in centro storico
- impresa a prevalente gestione femminile
- progetto di e – commerce
- progetto con diffusione innovazione tecnologica
- progetto che contribuisce alla tutela dell'ambiente
Io avevo pensato di farne anche un punto di e-commerce, vendendo on line i libri; oltre che ad organizzare eventi mirati a suscitare interesse per la lettura agli abitanti del centro storico- soprattutto bambini- che è allo sbando socialmente parlando, considerato "pericoloso" sino ad una decina di anni fa.
Da un anno si è trasferita nell'isola la sede dell'Università, per rivitalizzarlo e per "portare" i cittadini a riscoprire le loro origini, cosa che ha stimolato parecchio la vita culturale del borgo.
Si è aperto un caffè letterario (ma che in realtà è più un lounge bar, ho contato giusto una decina di libri in tutto sulle mensole) un'enoteca, una copisteria, vari B&B, un'associazione culturale.
La libreria, come avrai intuito, manca.
[prosegue il post di sopra]
RispondiEliminaL'isola (dove risiedono poco più di 4.000 persone) è separata dal resto della città da due ponti, uno a nord ed uno a sud, che conducono a due parti differenti della città (città in cui abitano in totale 202.000 abitanti). Nel quartiere dopo il ponte-nord non esiste una libreria e conta circa 17. 000 abitanti.
Il quartiere dove conduce l'altro ponte conta circa 25.000 abitanti e rappresenta di fatto il centro urbano della città, il principale polo commerciale; qui sono presenti 3 librerie: una piccola, storica di generazioni, una grande e una della Mondadori.
In un altro rione della città, non centrale ma nemmeno periferia, si trova un'altra piccola libreria indipendente. L'isola si è sempre ritenuta una parte a sè stante dagli altri quartieri, ora si sta facendo qualcosa per rivitalizzarla (non abbastanza). I turisti ci sono, non tantissimi, ma ci sono. Nell'ipotetica libreria avevo pensato di vendere anche libri che riguardano la storia dell'isola, anche in inglese, e quella della città in generale. Sono laureata in storia dell'arte quindi mi piacerebbe incrementare la presenza dei libri di quest'area, anche tenendo conto che una delle facoltà presenti nell'isola è proprio quella di Conservazione dei Beni Culturali. Potrei fare della libreria un punto di bookcrossing, wifi gratis per chi vuole sedersi e gustare un buon tè sfogliando i libri; anche un punto vendita di e-book.
Ehm..io avrei finito..e forse so già cosa mi dirai.
Scusami se mi sono dilungata e, sempre se troverai la pazienza di rispondermi, fallo quando ne hai voglia e tempo.
Io intanto ti ringrazio, anche solo per le parole che ho letto nei precedenti interventi, mi hanno aperto un mondo di informazioni di cui non ero a conoscenza. Grazie ancora.
Silvia
Cara Silvia, la prima considerazione che è necessario annotare è che, non essendo il vero e proprio centro della città e neppure un centro commerciale, non potresti usufruire del franchising... non resta che la libreria indipendente, quindi più libertà ma anche più rischio d'impresa.
EliminaSarebbe utile capire quanti iscritti alle facoltà ci sono e se nell'isola c'è comunque il "passeggio" (è un quartiere morto o il sabato vedi le signore impellicciate che fanno morire di noia i mariti davanti alle vetrine?). E ancora: esistono spazi idonei per metratura e per visibilità? (non pensare di aprire nel vicolo dietro l'altro vicolo nascosto dal palazzo coperto dall'altro palazzo).
Se uno va di fretta trova più facilmente parcheggio da te o nelle altre librerie della città? In una parola: gli abitanti degli altri quartieri sono propensi agli spostamenti nella tua zona?
Concordo sull'editoria locale. Per ciò che riguarda e-book ed e-commerce sono d'accordo, ma in prima battuta devi essere assorbita per intero dalla libreria fisica. Se poi avanza il tempo (ti auguro di no, perchè in una libreria che funziona non avanza mai) puoi pensare ad ampliare l'attività sul digitale.
Per costi e altro, ti consiglio di dare un'occhiata agli altri commenti.
Kito.
Ovviamente un contributo a fondo perduto del 70% ha il suo peso... e ne terrei conto. Eccome, se ne terrei conto.
EliminaA rieccomi Kito,
RispondiEliminasoprattutto per ringraziarti e anche per aggiungere alcune info che avevo omesso. Il borgo antico dove voglio aprire la libreria "purtroppo" non è frequentato dalle signore impellicciate, loro preferiscono passeggiare per le vie del centro aldilà del ponte sud; la mia è una città molto borghese, l'unica forse del meridione dove si tenta in tutti i modi di non parlare il dialetto perché, da sempre, considerato come la lingua dei poveri quindi delinquenti, abitanti per lo più dei quartieri più difficili ed anche e soprattutto dell'isola del borgo antico. I negozi qui ci sono ma ancora troppo pochi e quelli esistenti sono tutto tranne che fashion (piccoli negozi di artigianato alternativo).
La cosa positiva è che è facile trovare parcheggio e non a pagamento (non contiamo il fenomeno del parcheggiatore abusivo che esiste e persiste sia in città vecchia che in quella nuova). L'isola è popolata soprattutto durante la mattina e il pomeriggio dagli studenti di cui sopra, è sede del Municipio cittadino e di altri uffici del Comune, oltre che dai residenti, dagli acquirenti del mercato del pesce, dai pochi turisti e dagli amanti del posto come me. Un'altra domanda che ti volevo fare è questa: se invece di accollarmi tutte le spese -se non dovessi ottenere gli incentivi della Regione che ti dicevo comunque avrei aperto la partita Iva e preso in affitto un locale come da requisiti per accedere al bando- pensavo di chiedere ai titolari di una libreria grande, sita in un piccolo paese alle porte della città, di farmi gestire una loro succursale nell'isola. In modo così da tentare di smaltire il loro magazzino e aumentare le vendite. Magari poi vediamo in che percentuale dividerci i ricavi. Che dici?
Grazie ancora dell'eventuale risposta e sappi che se vorrai sparire nel nulla, io capirò.
Mmm... Quella del libraio, prima di essere un mestiere è una passione. Perchè dico questo? Ogni situazione è a se, d'accordo, ma piuttosto che azzardare l'apertura in un posto con molti punti interrogativi, mi guarderei attorno, cercherei un luogo con più possibilità. Ora lavoro a 60 Km da casa, quando ho cominciato a 250. E' un mestiere che richiede sacrifici (anche affettivi).
EliminaRiguardo al magazzino: una buona libreria ha un magazzino ridotto all'osso, perchè il magazzino ti porta ad una scorretta esposizione finanziaria. Mi spiego: la merce la paghi, non ha senso tenerla dove non si vende (inoltre paghi le tasse, sul montemerci). Puoi provare a sentire, magari il libraio in questione ha una visione diversa dalla mia... personalmente scapperei a gambe levate. Scusa l'onestà.
Oh, poi ogni città, ogni situazione, come detto è a sé. Io sto parlando in base alla mia esperienza che si limita al centro e al nord Italia. In bocca al lupo!
Ciao Kito.
RispondiEliminaSto acquistando un bar vicino ad una spiaggia ed ho intenzione di creare un piccolo angolo libri da far consultare ai clienti, ma nel contempo voglio creare una libreria di testi nuovi da poter vendere.
Occorre una licenza particolare o posso vendere i libri tranquillamente?
Ti ringrazio.
Antonluca.
Non credo che servano licenze particolari. L'unico dubbio è sull'igene (non sono mai stato dietro un bancone): il libro, per quanto uno possa non crederci è un prodotto molto zozzo. Stanno in magazzino a prendere polvere per una vita, vengono spediti in scatoloni lerci...
EliminaNon so se la cosa è compatibile con un'attività di somministrazione. Ovvio se ci sono più addetti, la cosa è facilmente superabile.
Ciao Kito. Sono in procinto di rilevare una Libreria Mondolibri (richiesta: 60.000 €). Ovviamente la grossa incognita riguarda i profitti. Volevo chiederti se hai consigli da darmi per capire meglio la situazione economica, oltre che richiedere i bilanci ed esaminare il registro dei corrispettivi.
RispondiEliminaGrazie, Antonio.
Una volta che puoi consultare i bilanci, credo non vi siano più dubbi. Sinceramente mondolibri non è il mio marchio preferito, per come si pone sul mercato. Ma questo è un altro paio di maniche. La titubanza più grande l'avrei pernsando ai 60.000 €, dato che per la stessa cifra, più o meno, ci si fa un gran bel franchising ubik o gulliver da nuovo. Considera che per farci un affare decente dovresti rimettere il debito, attraverso l'utile, in 3-4 anni al massimo. Se hai altri dubbi torna a trovarci.
RispondiEliminaKito.